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Les eaux sacrées et la religion dans Les Abruzzes di Silvia Scorrano

di Acque Sacre

Le culte des eaux et leur sacralité ont des origines antiques. Leur source remonte à l’époque où le monde hypogéen exerçait sur l’homme une véritable fascination. 
De plus, dans Les Abruzzes, la formation géologique des reliefs favorise une considérable circulation des eaux souterraines. 
Notre recherche sera donc articulée sur trois axes principaux. 
Dans un premier temps, nous tenterons de montrer le rapport entre l’homme et l’eau d’après une lecture culturelle et historique de l’environnement.
Ensuite, nous montrerons les symboles à travers lesquels, sur le territoire, s’expriment concrètement les signes des rites religieux, les grottes, les ermitages et les églises, témoignant la façon dont la dimension religieuse a été créatrice de paysage.
Enfin, nous essaierons d’étudier le rôle que les lieux sacrés ont joué dans le système économique et social de la région, en tenant compte de leur possibilité d’insertion dans les circuits touristiques destinés au dénouement de la marginalité de la montagne abruzzaise

Autore: Silvia Scorrano
Titolo: Les eaux sacrées et la religion dans Les Abruzzes
Pagine: 39
Formato: Ebook Kindle

Codice ASIN: B0752WQZN1

Momenti di dolore per l'Abruzzo

di Silvia Scorrano
In queste giornate di guerra contro il fuoco si parla di prevenzione, ma verso chi? La prevenzione serve verso i turisti della domenica, che portano i figli a passeggio in montagna in costume da bagno, li abbiamo visti andare verso i Luchi, area interdetta, nonostante i divieti fanno il bagno nei fiumi mentre i genitori accendono i fuochi per cucinare e si contendono i posti migliori con giovani carichi di bottiglie di birra. Se volete godervi questo spettacolo, oltre ai Luchi, vi invitiamo a visitare il corso dell'Alento in prossimità dell'Abbazia di San Liberatore a Majella. Questo è il turista della domenica ben informato sui luoghi più belli dell'Abruzzo, grazie a tutte le foto diffuse sui social da privati e operatori turistici in competizione tra loro per prendere più Like o le 10 euro di un escursionista. Abbiamo svenduto i posti più belli dell'Abruzzo grazie a immagini e video. Ma non siamo riusciti a trasmettere la cultura e il rispetto per l'ambiente. Abbiamo messo a rischio l'ambiente naturale e la vita di escursionisti non preparati. Abbiamo alimentato un turismo di massa in aree protette! Tuttavia i danni ben più grandi non li stanno facendo gli escursionisti della domenica, ma vi è qualcosa di ben più complesso, un preciso disegno che sta accendendo fuochi in tutta la Valle Peligna. La Regione Verde d'Europa sta diventando la Regione Cenere d'Europa. I telegiornali nazionali ci trascurano. Abbiamo bisogno di un intervento massiccio delle forze dell'ordine per azioni non solo di spegnimento delle fiamme ma anche di pattugliamento e controllo del territorio. I privati cittadini stanno collaborando, ma l'Abruzzo ora ha bisogno della presenza massiccia dello Stato. Si sta combattendo una guerra non solo contro il fuoco ma contro una mano ignota e micidiale che li accende! Vi è bisogno di prevenzione certo, ma soprattutto verso la criminalità del fuoco! Oggi I Sentieri delle Acque Sacre, nella persona di Silvia Scorrano non pubblica immagini.
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Il risveglio di Bruno, di Gabriele Di Camillo

di Acque Sacre

Bello, simpatico, divertente, non solo da leggere ma anche da vedere. Si perché Bruno,  è un orso marsicano appena uscito dal letargo  che in compagnia del suo ideatore, sta girando tutto l'Abruzzo. 
Noi lo abbiamo incontrato  a Popoli, dove ha coinvolto (o forse  è meglio dire costretto) il drammaturgo Claudio di Scanno a rispondere alle sue tante domande....

Per leggere la recensione clicca su Il risveglio di Bruno, di Gabriele Di Camillo 

 

 

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Il Maestro Federico Quercia a Città Sant'Angelo

di Poesia e Musica

Sabato 12 agosto,  ore 19, presso il Chiostro di San Francesco a Città Sant'Angelo il Maestro Federico Quercia terrà un Recital di Chitarra Classica. Music of the Americas. Con brani tratti dal musical di Broadway e danze del Sud America.

Il Maestro Federico Quercia, formatosi nella prestigiosa scuola chitarristica napoletana e laureatosi a pieni voti presso il Conservatorio di Musica “S.Pietro a Majella” di Napoli, all’età di 35 anni, si trasferisce in Nuova Zelanda con l’intenzione di insegnare a suonare la chitarra ai Maori. Dopo essersi esibito nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiose del paese, solo per citarne alcune: Canterbury University, Auckland Town Hall, James Hay Theatre, Great Hall in The Arts Centre of Christchurch, Centro Culturale Russo, Istituto Italiano di Cultura, Aurora Performing Arts Centre, Lincoln University, nel 2005 ottiene, la cattedra presso l’Università di Auckland, e a seguire quella dell’Università diWaikato ad Hamilton. Contemporaneamente svolge attività di docenza indiversi College, alcuni dei quali frequentati prevalentemente dai maori.
Nel 2009 arriva per lui un altro prestigioso riconoscimento: la nomina a professore pressoL’Università de Las Americas a Santiago del Cile.
Nel 2013 si trasferisce a Sulmona insegnando presso alcuni Istituti Comprensivi e presso la Camerata Musicale Sulmonese. L’intento del maestro e dei suoi collaboratori è quello di creare una scuola chitarristica d’eccellenza sul territorio sulmonese e abruzzese.
La stagione concertistica dell’Accademia Chitarristica Sulmonese da lui fondata ha preso il via nel 2016 con una serie di concerti dal titolo "Il Mondo dell'Opera attraverso le Sei Corde".

Pagina Facebook: Poesia e Musica

La produzione letteraria di Domenico Ciampoli

di Acque Sacre

Scrittore di novelle e romanzi, Ciampoli nacque ad Atessa nel 1852. Laureatosi a Napoli in Lettere, ebbe modo di frequentare i circoli letterari entrando in contatto con Carlo Del Balzo e la sua Rivista nuova, un quindicinale nel quale collaboravano anche Serao, Capuana e Verga di cui il Ciampoli fu profondo ammiratore. Studioso di usi, tradizioni e dialetto abruzzese, nel 1877 pubblicò Bianca di Sangro, un racconto storico, e l'anno successivo una raccolta di novelle Fiori di monte, frutto di una minuziosa ricerca sulla cultura e sui costumi abruzzesi. Nel 1880, vengono pubblicati a Milano i Racconti abruzzesi, non esenti da critiche in quanto spesso l'Autore cadeva nel luogo comune e nel manierismo. Nello stesso anno, a Lecce uscivano le Fiabe abruzzesi trascrizione della tradizione orale. Grande successo ebbe la raccolta di novelle Trecce nere nelle quali emerge pienamente l'adesione al canone verista; nel discorso diretto è reso il linguaggio figurato del mondo rurale abruzzese. Dopo un'altra raccolta di novelle, Cicuta, edita a Roma nel 1884, il Ciampoli abbandonò il genere novellistico e scrisse il romanzo Diana (1884), una storia tragica d'amore ambientata nella borghesia abruzzese. La produzione letteraria dedicata all'Abruzzo si chiuse nel 1890 con la raccolta Fra le selve, uscita a Catania in due volumi.

Ma Ciampoli è ricordato soprattutto per la sua attività di studioso e divulgatore della cultura straniera in particolare della letteratura e cultura slava; fu traduttore dei grandi narratori russi, di Dostoevskij, Gorkij, Turgeney, Puskin, Tolstoj e di canti popolari slavi, bulgari, armeni. 

 

Per leggere La Maggiorana, un racconto tratto da Fiabe abruzzesi

http://www.acquesacre.it/index.php/it/libri/racconti/192-la-maggiorana

Storiella vana di Domenico Ciampoli

La Strega da Trecce nere di Domenico Ciampoli

La casa bruciata tratto da Fiori di monte

Storia d\'una croce da Fiori di monte di Domenico Ciampoli

Fiori di monte, prefazione di Petitto Di Longano

Fiori di monte

La Mietitrice di Domenico Ciampoli

Sylvanus da Trecce Nere di Domenico Ciampoli

Trecce Nere di Domenico Ciampoli

Il lavoro della donna nella montagna autunnale tratto dal racconto Trecce Nere di Domenico Ciampoli

 Trecce Nere versione PDF del racconto

Dal raconto Trecce Nere abbiamo presentato un estratto sul lavoro della donna 

https://www.acquesacre.it/index.php/it/libri/brani/214-trecce-nere

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Gli usi popolari, alcune considerazioni di Antonio De Nino

di Acque Sacre

Riportiamo integralmente la premessa di Antonio De Nino al volume  Usi Abruzzesi, pubblicato a Firenze nel 1879, preludio ad una serie di articoli dedicati al nostro studioso abruzzese, nato a Pratola Peligna nel 1833.  Sono articoli che ci consentiranno di conoscere più in profondità l'Abruzzo, costituito non solo da luoghi e monumenti, ma soprattutto da persone con usi, tradizioni e fiabe. Il De Nino, ma anche il Finamore, Francesco Bruni, Melchiorre  Delfico, Cesare Malpica, Domenico Camplone per citarne alcuni sono i nostri strumenti per costruire la Strada Letteraria delle Acque Sacre.  

 

AL Lettore

Molti usi popolari che cominciano a parere strani alla generalità, perché generalmente scomparsi e rimasti soltanto nei piccoli paesi e nelle città isolate, servono ora quale anello di congiunzione tra la civiltà antica e la moderna. Senza poi la conoscenza degli altri usi, dico dei più comuni che non sono ancora scomparsi, le grandi rivoluzioni non si spiegheranno mai a dovere. Io non so quanto possano giovare i compendii di storia che oggi si adottano nelle scuole, non trattando che di guerre, di assedii, di conquiste, di congressi, di trattati, di cambiamenti di ministri, re e imperatori e cose simili. Certo la loro utilità dev’essere molto scarsa: dacché vi si considera il popolo sotto un solo aspetto, e sotto l’aspetto più superficiale. Ma bisogna persuadersi che l’aspetto sostanziale del popolo non è là: è invece nel focolare domestico, nelle conversazioni degli amici, nelle chiese, nei caffè, nelle canove, nelle piazze, nelle borse, nei teatri, nelle stazioni di strade ferrate, nelle caserme, nelle prigioni, nelle botteghe, nelle officine, nelle capanne.... Qui e non altrove dobbiamo ricercare le origini degli avvenimenti politici, e anche di quelli più clamorosi. Così la pensa il profondissimo Macaulay. Per queste e per altre considerazioni, mi sono dunque risoluto di pubblicare i miei cenni sugli usi Abruzzesi, cominciando dai più bizzarri e andando poi a mano a mano ai più comuni. Mi auguro che in ogni contrada d’Italia si faccia lo stesso, e anzi di più e meglio; chè, a far meglio e più di me, non ci vuol molto. E solo co’ nuovi materiali raccolti e col dare maggiore importanza ai materiali antichi, già scartati appunto perché non si riferi-vano a mutamenti politici, potrà comporsi una storia vera, la vera storia del popolo italiano che conduca a fare giusti calcoli rispetto al futuro. Una storia che non serve a questo scopo, dice benissimo il su citato scrittore, riuscirà sempre inutile.

Sulmona, 13 giugno 1879.

 Fonte: Antonio De NIno, Usi Abruzzesi, Firenze, Tipografia di G. Barbera, 1879, pp. VII-IX.

Sempre da Usi Abruzzesi: 

La Domenica delle Palme di Antonio De Nino 
Aspettando Sant'Agata
Una citazione ai bruchi e la terra di san Domenico, Antonio De Nino
San Terenziano visita Sant\'Onofrio
La Strega succia il sangue
CRISTO PERDONA E SAN GIOVANNI NO 
San Cataldo